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Spesso, quando ci giunge il termine “dieta”, pensiamo subito a privazioni, sacrifici, fame e, magari, alcune condizioni patologiche come l’obesità. Per fortuna la “dieta”, o meglio la “dietetica”, riguarda uno specchio più ampio di ambiti di competenza, di persone interessate e di programmi terapeutici e non. La stessa etimologia della parola “dieta”, che deriva dal latino “diaeta” e a sua volta dal greco “diaita”, significa letteralmente “stile di vita”: per questo è errato pensare ad una dieta da seguire come se fosse un periodo, più o meno lungo, in cui si fanno sacrifici ogni giorno per arrivare al risultato sperato. Così facendo, una volta interrotto un programma dietetico poiché si è “arrivati a destinazione”, il risultato ottenuto non perdurerà mai in eterno. Con ciò non si vuole affermare che bisogna costantemente stare a dieta, ma semplicemente si vuole affermare che è proprio lo stile di vita alimentare, con l’annessa attività fisica, che deve essere cambiato per sempre affinché i risultati ottenuti perdurino nel tempo. È proprio sull’onda di quanto appena detto che i programmi dietetici “cronici” non possono essere esageratamente impegnativi per il paziente poiché ciò porterebbe ad un veloce abbandono del protocollo da seguire. Ma andiamo con calma. Per quanto quella di cui abbiamo appena iniziato a parlare sembri una scienza relativamente contemporanea, modaiola sotto alcuni punti di vista, per tracciarne il suo identikit dobbiamo partire da lontano…molto lontano!

Era circa il 679 a.C. quando il velocista Charmis di Sparta in seguito alla sua vittoria durante la ventottesima Olimpiade dichiarò gli alimenti alla base della sua alimentazione consumati durante il periodo di preparazione, una sorta di antenato dei guru moderni che ci deliziano con ore e ore di consigli su quali tipi di riso mangiare e a che ora del giorno. Il nostro amico Charmis sosteneva di alimentarsi unicamente con fichi secchi, noci e formaggi: alimenti tirati in ballo, insieme a molti altri, da Pitagora alcuni decenni dopo nel “vitto pitagorico”, che aveva lo scopo di rendere il fisico il più efficiente possibile. Socrate lo possiamo definire il precursore dell’intuitive eating, poiché con il suo “nosce te ipsum” (“conosci te stesso”) affermava che imparando ad ascoltare ed a leggere il nostro organismo ognuno sarebbe stato in grado di stabilire cosa avrebbe potuto giovargli e cosa no. Nel V sec. a.C. abbiamo invece Ippocrate che ampliò e specifico il concetto di dieta, affermando che secondo il suo pensiero era la medicina che sarebbe dovuta essere considerata parte della dietetica: questo perché il presupposto di ogni cura era l’equilibrio tra corpo e anima che poteva essere raggiunto, sempre secondo lui, dando a ciascuno il cibo corretto affinché questo equilibrio venisse raggiunto. Memore degli anni del liceo continuerò con alcune frasi latine per proseguire con la nostra storia. “Sed ego diaeta curari incipio, chirurgiae taedet” scriveva Cicerone ad Attico, affermando che avrebbe cominciato a curarsi con la dieta poiché – su sua affermazione – ne aveva abbastanza di misure chirurgiche.

Dobbiamo fare un ulteriore passo in avanti per trovarci davanti a quello che possiamo definire un primitivo schema dietetico, con tanto di consigli su riposo e attività fisica da accompagnare a specifici cibi e bevande per uno stile di vita sano. Si tratta del “Taqwin al-sihha”, letteralmente “Almanacco della Salute” , che arrivò in Europa dal mondo arabo dopo la caduta dell’Impero Romano, circa dell’XI secolo. Nella lunga storia delle diete non mancano i primi consigli sulla corretta cottura dei cibi per evitare possibili contaminazioni, sul quotidiano consumo di frutta e verdura per “movimentare i processi digestivi”. Tutte queste informazioni le troviamo nell’XII secolo nel “Regimen Sanitatis Salernitanum” redatto dei monaci della Scuola Salernitana. Insomma, quella che si può pensare una scienza moderna, mondana, a volte sottovalutata, è invece il frutto di secoli di progressi scientifici, abitudini alimentari differenti da culture differenti e idee, corrette e non, di pesatori molto antecedenti a noi.

Adesso, dopo la nostra curiosa digressione storica, vediamo cosa è e come viene oggi definita la “dietetica”? Essa è “la branca della scienza dell’alimentazione che si occupa dei regimi alimentari indicati nelle varie condizioni fisiologiche e patologiche”. Con queste poche parole capiamo una cosa fondamentale: essa può interessare sia il soggetto sano che il soggetto malato. Dallo sportivo che vuole ottimizzare le sue prestazioni e aumentare o diminuire rispettivamente la massa magra o quella grassa, al paziente affetto, ad esempio, da insufficienza renale cronica il quale deve seguire una dieta rigorosa affinché non peggiori la sua situazione nefrologica.

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