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Fitboxe2018-11-27T17:02:51+00:00

La fitboxe entra ufficialmente a far parte del panorama fitness negli anni 2000, dopo che diversi studi hanno evidenziato la mancanza di questo tipo di attività nello scenario mondiale sportivo.
L’idea rivoluzionaria, basata sui gesti tipici della boxe, viene realizzata con la supervisione di esperti di fitness e di funzionalità biomeccaniche, i quali, spinti dal potenziale successo di questa disciplina, inventano un prototipo di sacco con base mobile studiato appositamente per questo tipo di attività.

Nel settembre del 2000 viene svolto a Macerone di Cesena il primo corso per istruttori a cui parteciparono 22 di questi che ancora oggi insegnano e formano a loro volta nuovi istruttori. Questa nuova forma di “combattimento” comincia a farsi notare, a tal punto che viene stabilito un nuovo primato per il mondo del fitness: la più veloce crescita, nel minor tempo possibile, di una attività fitness, mai verificatosi prima d’ora nello scenario globale.
Successivamente comincia a dilagare in altri paesi come Portogallo, Spagna, Israele, Russia, Irlanda, Svezia, Cipro, Norvegia, Danimarca, Olanda e Repubblica Ceca.

Il successo di questa nuova tendenza va attribuito nel colpo di genio nel mescolare esplosività, divertimento e antistress in un unico oggetto, capace di esaltare queste tre caratteristiche. Tale attività permette, difatti, di scaricare la tensione accumulata durante le giornata tramite calci e pugni al sacco, ma anche di espletare una sessione aerobica divertente, con benefici sulla forma fisica, in un arco di tempo che oscilla trai i 30 e i 60 minuti per seduta.
Oltre a questo, la fitboxe permette di dimagrire, prevenire le malattie cardiocircolatorie, rassodare il corpo, rilassarsi e apprendere le tecniche di base che possono diventare utili per l’autodifesa personale (soprattutto per le donne).

Una classica seduta di fitboxe prevede sostanzialmente 6 fasi: il riscaldamento, lo stretching, il cardio work-out, il potenziamento muscolare, il relaxercise fitness ed il fit animation. Il riscaldamento deve essere eseguito a tempo di una music trai 120 e i 140 bpm (battiti per minuto) e deve anticipare la fase di stretching dove, con tecniche apposite, si andrà a mantenere un allungamento statico attivo per evitare l’insorgere di contratture, stiramenti e strappi muscolari.
Nella fase centrale, il cardio work- out, si andrà ad eseguire anche tecniche di braccia in velocità anche a 150/160 bpm. Il potenziamento muscolare, come suggerisce il nome, servirà a rafforzare gli 11 distretti che intervengono durante l’attività: addome, glutei, interno ed esterno cosce, esteriori del tronco, pettorali, bicipiti, tricipiti, dorsali, spalle e gambe.
Il relaxercise fitness è consigliabile da eseguire con regolarità tramite diverse tecniche (training autogeno, yoga etc) per riuscire a livellare le tensioni insite dentro ognuno di noi, per regolare il respiro e soprattutto per imparare ad amare e rispettare il proprio corpo.
La fit animation infine, si avvale di una figura che non bisogna dare per scontata: il fit animator. Questa figura serve a rendere più gradevoli le lezioni perché si proporrà come elemento catalizzatore per gli allievi, inventerà nuove attività ludiche, e terrà sempre allegro il praticante anche durante la fatica.

Dal carattere forte e audace di questa disciplina si è visto come negli anni la richiesta sia salita, oltre che in Europa, anche in Italia. Società sportive italiane come la “Victoria Ginnastica Torino” e la “IBFF” (Italian Boxing and Fitness Federation)  propongono i corsi di questa disciplina ad ampio spettro a tutti gli interessati sia per indurre serenità e controllo del corpo al praticante, ma anche per fornirgli i mezzi necessari per il mantenimento muscolare.

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