BODY PUMP

BODY PUMP

All’inizio degli anni ’90, Philip Mills, ad oggi amministratore delegato de “Les Mills International”, inventò una nuova caratteristica disciplina sportiva che si potesse avvalere delle classiche gestualità tecniche, abbinate a carichi sostenibili: il “Body Pump”. Il principio sui cui si basa quanto appena citato è la ripetizione, a tempo di musica, di gesti motori aerobici, abbinati a carichi moderabili per un discreto lasso di tempo al fine di sfruttare il “Rep Effect”, esempio di allenamento che permette ai muscoli di rimanere sotto tensione attraverso gesti ripetuti. Come gran parte delle classi di partecipanti a corsi collettivi, la lezione è musicale, incentrata anche sull’adattamento musicale a determinati esercizi per stimolare altrettante fasce muscolari.

Gli attrezzi maggiormente utilizzati in una sessione di circa 45 minuti di “Body Pump” sono bilancieri, step e manubri, disciplinabili nel carico in relazione allo stato fisico di ciascun individuo. La ricerca di traguardi, come nel resto delle attività, anche al di fuori, perché no, delle discipline sportive, deve essere perseguita tenendo ben presente che è richiesta gradualità, evitando di strafare già nelle prime lezioni collettive. Si partirà dunque da carichi leggerissimi, incrementabili unicamente  nel momento in cui si riuscirà a sostenere un’intera lezione con carichi leggermente superiori. L’utilizzo di carichi governabili assume dunque estrema importanza in un contesto salutistico anche per un discorso di mobilità articolare, tutelata per via delle esecuzioni nella più completa sicurezza possibile che questa disciplina permette di fare.

L’estrema versatilità degli esercizi rapportati al carico di questa disciplina, fa si che il praticante possa stressare gran parte dei muscoli del corpo e poter cosi stimolare la formazione di massa magra, al fine di rendere il corpo più tonico. Inoltre, i benefici che questa disciplina apporta sono il rafforzamento delle articolazioni, il potenziamento della resistenza fisica, il miglioramento della postura ed ultimo, ma non per importanza, la capacità di poter bruciare parecchie calorie.

Una classica lezione di Body Pump inizia sempre con un riscaldamento, un warm up, che consiste generalmente nel salto della corda per  20 minuti per innalzare i battiti cariaci e prepararsi per lo sforzo muscolare successivo. In seguito, il corpo centrale della lezione: l’attività con attrezzi a tempo di musica. Il ritmo di una lezione di Body Pump è solitamente  più lento rispetto ad una lezione di aerobica perché la concentrazione deve essere fissata sull’intensità dell’esercizio e non sulla velocità, tenendo sempre presente che la musica deve essere sempre ascoltata per eseguire i gesti a tempo. In chiusura, la consueta fase stretching, cool down, deve mettere il punto alla lezione, permettendo la decontrazione delle fasce interessate ed il calo dei battiti cardiaci fino ai parametri standard. Un allenamento, il Body Pump,  che abbraccia qualsiasi tipo di utente, incentrato sulle potenzialità del singolo per governarsi da sé durante la lezione, senza causare sforzi eccessivi alla struttura muscolare ed ossea e non dover gravare su zona lombare e parti sensibili come spalle, caviglie e ginocchia.

GABRIELE COSTA P.T.

 

 

 

 

2018-12-06T13:05:01+00:00 5 dicembre 2018|Approfondimento|